Come scelgo il viaggio

Quanto sono preparato/a per una salita alpinistica o un Trekking nelle Ande

Questa è una domanda difficile a cui rispondere, in quanto se per una persona tutto può essere “difficile” per un’altra all’opposto tutto può essere “facile”. Dipende dalla fisiologia di ognuno di noi. Le montagne andine sono decisamente più faticose delle Alpi. La quota, le distanze a piedi, la mancanza dei tipici servizi presenti sulle montagne europee (rifugi di qualità, soccorsi organizzati, etc) rendono il tutto psicologicamente e di conseguenza fisicamente più complesso. Se una salita o un trekking sulle Ande sono graduati come facili tenete conto che per un europeo è almeno poco difficile in quanto l’altitudine a cui si cammina sulle Ande è come essere in cima al Monte Bianco o poco meno, il fatto di dover dormire in tenda in un sacco a pelo e su un materassino posto a terra, la cucina diversa, sono fattori che non facilitano l’adeguamento del nostro fisico a queste nuove esperienze . Quali esempi possiamo evidenziare che, a parità di difficoltà, una salita alpinistica o un trekking in Perù sono nettamente più duri che non le stesse cose effettuate in Bolivia. Eppure in Bolivia siamo a quote maggiori e quindi dovrebbe essere giusto il contrario. In realtà non è così in quanto la parte di montagne in Bolivia è posta su un altipiano e pertanto dopo una prima fase di acclimatamento molto traquilla svolta in città, che è già a 3600 mt, con soggiorni in hotel e cucina da ristorante si continua l’acclimatamento muovendosi sulle montagne mantenendo una quota uniforme variabile dai 4000 mt ai 4500 mt ma ritornando sempre a pernottare sui 4000 mt. Questo permette al corpo un acclimatamento regolare con dislivelli giornalieri che non superano mai i 500 mt – 600 mt. Alpinisticamente le montagne sono posizionate in modo tale che certe salite si possono effettuare in 2 – 3 giorni dalla città e di conseguenza il recupero del fisico è più veloce. In Perù la situazione è diversa per il fatto che la città di partenza è 500 mt più in basso e per raggiungere i luoghi di partenza dei trekking e delle salite alpinistiche è necessario muoversi in auto effettuando anche dislivelli in salita sino a 1700 mt e questo non è un buon acclimatamanto in quanto è veloce e con troppo dislivello in poche ore e a cui seguono poi ancora diverse ore di cammino per salire più in alto. Il Perù richiede esperienza in quota e un buon allenamento fisico. Pertanto se non si hanno esperienze di alta quota l’approccio migliore è quello di scegliere un viaggio con l’idea di imparare a capire come il nostro fisico reagisce alla quota effettuando salite o trekking divertenti ma tecnicamente più facili di quanto siamo abituati a fare sulle Alpi. Essere flessibili con i propri obiettivi e le proprie aspettative permette di godere appieno delle proprie esperienze. Sono sicuro che al rientro del vostro primo viaggio in alta quota concorderete con il nostro modo di pensare e di approcciare l’alta quota.

Pensare ad un Trekking o a una spedizione alpinistica sulle Ande

In realtà, possiamo fare dell’ottimo alpinismo e trekking in quasi tutti paesi del mondo. Ma, come regola generale consigliamo il seguente sistema: per chi comincia o vuole raggiungere un certo livello di autonomia è iniziare con le Alpi con corsi introduttivi alla disciplina che offrono un approccio dolce e graduale per verificare se vi piace o meno l’alpinismo, il trekking e quant’altro, per chi ha già una base, in funzione del viaggio che si è prefissato e sulla base del livello tecnico richiesto vi sono corsi di livello superiore che possono portare le capacità tecniche personali a ciò che il viaggio richiede. Le Alpi risultano infatti essere un’ottima area di scuola prima del balzo verso le spedizioni in alta quota.

Come realizzare una spedizione alpinistica o un trekking sulle Ande

Suddividiamo le Ande in due blocchi

La parte più a nord delle Ande con l’alta quota. Partiamo dalla Bolivia. Forse si era già capito per quanto scritto più sopra, è a nostro avviso il paese che meglio si addice per una prima esperienza sulle Ande sia per il trekking, sia per l’alpinismo. Si parte dall’ Europa dopo aver soggiornato, per i trekking, alcuni week end in un rifugio alpino ad una quota di 3500 mt. Per l’alpinismo aver realizzato almeno un 4000 mt, meglio se con pernotto in un rifugio in quota. Una volta arrivati in Bolivia si incomincia con un acclimatamento soft in città con visite varie per poi continuare con un trekking sull’altiplano nell’area della Cordillera Real o un raid 4×4 nella zona dei Salar de Uyuni, dove anche i trekker possono salire tranquillamente dei 6ooo mt quali l’Uturuncu, per gli alpinisti si potrà, in base al programma della spedizione, continuare con l’Huayna Potosi, il Sajama, l’illimani, etc. Successivamente a questa prima esperienza in quota ed avendo capito come camminare, come respirare, quanto bere, quanto mangiare, etc si aprono le porte dell’ alta quota e quindi l’Ecuador con i suoi meravigliosi e facili Vulcani alcuni ideali anche per i trekker, il Perù con le sue splendide Cordigliere Blanca e Huayuash dove l’alpinismo raggiunge nuovamente la tecnicità delle Alpi ed a volte anche di più (il passaggio ideale prima dell’Himalaya) o i trekking selvaggi ed impegnativi che impregnano della vera cultura Andina. Il Cile con le sue facili e isolate montagne e L’Argentina con la Cima più alta delle Americhe, l’Aconcagua, dove tocchiamo con mano l’organizzazione di una spedizione uguale a quelle che si effettuano in Himalaya anche se su una montagna tecnicamente facile ma fisicamente rude.

La parte più a sud delle Ande: la Patagonia. Merita un discorso a parte. Qui non vi è la quota ma il clima è decisamente duro con venti veramente impetuosi e pertanto un buon inizio per i trekker può essere il classico anello delle Torri del Paine dove i servizi sono veramente alti e permettono pertanto un ambientazione al clima più soft e poi successivamente i trekking selvaggi della zona Fitz Roy e Torre e quelli della Terra del Fuoco, L’alpinismo invece, per quanto ci riguarda, lo dimentichiamo perchè il livello richiesto sia tecnico che fisico è altissimo e le garanzie di riuscita bassissime viste le condizioni climatiche dei luoghi.
Lo sci alpinismo offre invece nella parte nord della Patagonia delle opportunità veramente interessanti anche per la scoperta di nuovi itinerari che a tutt’oggi non esistono e tecnicamente è paragonabile a delle gite BSA con dislivelli massimi di 1500 mt per gita. Una chicca per intenditori.

Il periodo migliore per per andare sulel Ande

Le Ande da nord a sud hanno un clima molto diverso anche perché il continente è così esteso che è normale che vi siano queste differenze e pertanto possiamo dire che ogni paese ha un po’ i suoi periodi migliori in cui la meteo è più stabile per percorrere l’alta montagna. Vediamo le situazioni per i vari paesi del Sud America da nord a sud:

Ecuador: Ha due periodi più o meno secchi che sono luglio – agosto e da dicembre a metà febbraio. Tenete però conto che più secco non vuol dire che non vi siano precipitazioni in quanto l’Ecuador è un paese con una meteorologia estremamente variabile per il fatto che siamo vicinissimi alla foresta amazzonica e questa influisce notevolmente sull’evoluzione giornaliera del tempo. Normalmente Luglio – Agosto sono più ventosi e secchi nella zona Cotopaxi e Chimborazo e più umidi nella zona del Cayambe e viceversa per il periodo da Dicembre a metà Febbraio. La montagna è comunque molto frequentata nei mesi da noi indicati e praticamente nulla negli altri a causa delle piogge continue.

Perù: Il periodo stabile è dai primi di giugno a metà agosto prima e dopo le precipitazioni sono intense e abbondanti in alta montagna con notevoli apporti di neve. A maggio più che di precipitazioni le condizioni della montagna non sono ancora così idonee perché la neve non è ancora ben assestata, mentre dopo la metà di agosto sono usuali le precipitazioni nel pomeriggio inizio notte che rendono problematiche le salite a causa delle condizioni della montagna. Ciò vale per tutte le aree montane del Perù che si estendono da nord a sud.

Bolivia: Meteo stabile da maggio a tutto settembre è raro avere precipitazioni in questi periodi. Però se il tempo diventa brutto lo diventa anche per più giorni di fila con precipitazioni in montagna abbondanti e nevose (Cordigliera Real). Secco senza precipitazioni invece nella zona di Uyuni. Dai primi di ottobre la montagna si sale di notte perché con il sorgere del sole sale anche il calore e normalmente con mezzogiorno si hanno i primi temporali. Per lo sci alpinismo invece il periodo migliore è aprile dove il tempo gira gradualmente sul bello e le montagne sono ancora con neve e non con penitentes. Unica area simile all’ Ecuador è la Cordigliera Apolobamba che subisce l’influenza della foresta amazzonica.

Cile: al nord secco nello stesso periodo della Bolivia e poi a mano a mano che si scende verso il sud il clima diventa più simile al nostro delle alpi con inverni con neve per lo sci ed estati con condizioni per l’alpinismo. Chiaramente essendo nell’emisfero sud tutto è ribaltato. Estate da novembre a marzo e inverno da marzo a novembre.

Argentina: Fotocopia del Cile